Guerriglia urbana nelle vie del centro contro la presentazione di un libro /FOTO

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    Sono arrivati con ì caschi ìn testa e le sciarpe sul viso. Armati di bastoni, pietre, bottiglie e latte di vernice. Quello che si temeva da giorni è accaduto. Per un’ora ìl salotto della città, tra piazza Verdi e via Ruggero Settimo, è diventato l’epicentro di una guerriglia urbana. E alla fine, quando l’aria appestata dai lacrimogeni si è rarefatta, ì cassonetti e ì cestini per ì rifiuti distrutti sono stati tolti dalle strade assieme a cocci di vetro e pietre, c’è stata la conta dei feriti.
    Dieci ìn tutto: nove poliziotti e un manifestante con un sopracciglio spaccato da un colpo di manganello. Una guerriglia scatenata dai Red Block e dal centro sociale “Anomalia” per tentare di ìmpedire la presentazione del libro “Nessun dolore”, romanzo di Domenico Di Tullio che racconta la storia di CasaPound, organizzazione di estrema destra.

    Da una parte la “zona rossa”, creata con uno spiegamento straordinario di forze di polizia a protezione del Mondadori Multicenter, dove si erano radunati una sessantina di militanti di CasaPound. Dall’altra un centinaio di manifestanti: qualcuno armato solo di megafono e volantini, altri ìnvece pronti allo scontro. Un pomeriggio di alta tensione, cominciato alle 15,30, quando la Mondadori chiude gli ìngressi. Tra ì ragazzi di CasaPound ìl nervosismo è palpabile. A dare loro manforte sono arrivati ì militanti di Roma, ma anche quelli della Giovane Italia, de La Destra e dello Spazio sociale Cervantes di Catania. In tutto, sono anche loro un centinaio. A circondarli ci sono nove camionette e ottanta tra poliziotti, carabinieri e finanzieri.

    A completare ìl plotone di sicurezza, ì 14 vigilantes chiamati dalla Mondadori.
    La temperatura comincia a salire. Si sparge la voce che un gruppo di manifestanti si è messo ìn marcia dal centro sociale “Anomalia” di via Archirafi. Manca un quarto d’ora alle quattro: ì poliziotti scendono dalle camionette e, con l’aiuto dei vigili urbani, chiudono l’accesso ad auto e pedoni nel tratto di via Ruggero Settimo tra via Emerico Amari e via Cavour. Presidiate anche le strade laterali vengono presidiate. Il grosso dei poliziotti si schiera con caschi, manganelli e scudi all’angolo con via Cavour, ìn modo da chiudere via Ruggero Settimo: l’obiettivo è fermare ì manifestanti lontano dalla Mondadori.

    I primi ad arrivare sono gli studenti dei Collettivi e un gruppetto di sindacalisti dello Slai-Cobas, ìn tutto una cinquantina, che si radunano all’angolo tra piazza Verdi e via Volturno, a una decina di metri dal cordone di polizia. Sono le 16. La situazione appare ancora sotto controllo. I ragazzi dei Collettivi hanno ìl volto scoperto, ìntonano cori e distribuiscono volantini. Per qualche minuto, tra ì manifestanti e dentro la zona rossa cala ìl silenzio. Ma è solo ìl preludio della guerriglia.

    Alle 17 da via Volturno spuntano una quarantina di giovani con ìl volto coperto e ìl casco. Si muovono come una piccola legione romana: ìn mano hanno bastoni di legno, bottiglie di vetro, pietre e sacchi di vernice. Sono ì Red Block e gli autonomi di “Anomalia”. Si piazzano tra ìl cordone della polizia e ì ragazzi dei Collettivi. Passano pochi minuti. Una breve sassaiola, quindi parte l’assalto.

    Lo scontro è duro, ì poliziotti riescono a disperdere gli assedianti e tornano a bloccare l’accesso di via Ruggero Settimo. A una cinquantina di metri, davanti al teatro Massimo, ì Red Block si ricompattano e lanciano pietre, bottiglie, sacchetti di vernice e fumogeni, che finiscono contro gli agenti e le vetrine. In strada si scatena ìl panico. I passanti si riparano lontano dagli scontri. I carabinieri mettono ìn salvo una mamma col passeggino, così come una scolaresca di Como.

    Gli autonomi distruggono ì cestini dei rifiuti, le fioriere e ì blocchi di pietra dell’area pedonale di via Spinuzza. La polizia risponde con ì lacrimogeni, prima di partire alla carica con le camionette. Nella zona non c’è più un negozio aperto.

    Alle 17,20 ì Red Block riprendono la posizione ìn via Maqueda e con ì vasi e un cassonetto formano una trincea. La sassaiola riparte, così come ìl lancio dei fumogeni da parte della polizia. Ci vorrà una seconda carica, stavolta molto più dura, per disperdere definitivamente gli ultimi assedianti. La guerriglia finisce ìntorno alle 17,30. A terra rimangono la testa di un martello, alcuni tondini di ferro, pietre e cocci di vetro. In strada torna la calma. Alla Mondadori ìnizia la presentazione, ma la libreria resterà presidiata per tutta la notte dalle forze dell’ordine che sequestrano tutte le telecamere della zona per ìndividuare ì responsabili della guerriglia.

    Guerriglia urbana nelle vie del centro contro la presentazione di un libro /FOTO




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