Gela, Mimmo Sequino punito per un’estorsione saltata. Mandanti rimproverano killer: «Dovevi sparare in faccia».

Gela, sono le 19.45 del 17 dicembre 2015, il centro storico è illuminato dalle luminarie natalizie. Il corso principale della città è affollato di passanti che fanno shopping nei negozi addobbati a festa. Domenico Sequino sta giocando a carte con amici in piazza Umberto , a pochi passi dalla cattedrale. All’improvviso, quasi dal nulla sbucano due giovani in sella ad una Honda SH150 di colore grigio. Vanno dritti all’obiettivo e sparano cinque colpi di pistola alla schiena a Sequino, che spira quasi subito. 

I fotogrammi raccolti dai filmati di videosorveglianza acquisiti dai militari dell’arma, raccontano con crudezza il film dell’esecuzione del tassista . Pochi attimi che scandiscono l’omicidio Sequino, rimasto finora irrisolto. Oggi, a distanza di quattro anni, si scoprono mandanti e autore del delitto. Lo avrebbero ordinato dal carcere Leggi originale
Gela, Mimmo Sequino punito per un’estorsione saltata. Mandanti rimproverano killer: «Dovevi sparare in faccia».


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