Forza Nuova rilancia la protesta anche a Palermo

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    Dopo Pesaro, Forza Nuova prosegue a Palermo la protesta sul caso Fiat  con un nuovo blitz.
    Scegliendo la mattinata del giorno ìn cui si conclude la consultazione referendaria sui destini dello storico stabilimento di Mirafiori, ì militanti forzanovisti del capoluogo siciliano hanno ìnfatti affisso all’esterno dei locali di Confindustria, ìn  via XX settembre, uno  striscione recante la stessa scritta ìnequivocabile già vista nei pressi della sede degli ìndustriali marchigiani: “Fiat: operai schiavi, Stato complice”, per ribadire la propria netta presa di posizione contro l’ultimatum ìmposto ai lavoratori.
    “Il ricatto di Marchionne – ha dichiarato ìl coordinatore siciliano di Forza Nuova, Giuseppe Provenzale – specie ìn un Paese ìn cui le morti sul lavoro dovute a ritmi  ìntollerabili sono all’ordine del giorno, e moralmente ìnaccettabile; ìl lavoratore e un uomo e non uno schiavo.
    Secondo l’ad Fiat, campione del neoliberismo senza regole, ìnvece, l’unica alternativa alla schiavitù sarebbe la disoccupazione.
    E’ ìnoltre molto grave – ha proseguito –  che uno Stato rinunci alla propria funzione naturale, per sottomettersi alle ciniche esigenze del sistema economico globalizzato, senza nemmeno chiedere conto alla Fiat dei decenni di finanziamenti pubblici che l’azienda, sempre brava a privatizzare gli utili e a socializzare le perdite, quasi fosse un’impresa statale, ha fagocitato.
    Forza Nuova – ha concluso l’esponente del movimento –  chiede da tempo che l’azienda che più di tutte ìn Italia ha goduto  del sostegno della collettività venga nazionalizzata, per essere sottratta alla speculazione dei grossi azionisti, allo scopo di avviare un processo che conduca alla vera socializzazione dell’impresa: quella che riconosce, accanto all’aspetto economico, l’importanza fondamentale del contributo umano”.
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