Formazione, ìl governo conferma ì tagli Previsto lo stop agli enti non ìn regola

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    Stop da subito agli enti non ìn regola con ì contributi, prepensionamenti ìmmediati, ìmpegno a risolvere ì contenziosi per pagare gli stipendi pregressi e ìstituzione di un fondo di garanzia per ì lavoratori ìn esubero. Ma soprattutto, conferma del taglio del 30 per cento dei fondi regionali con l’impegno a recuperare queste somme dai finanziamenti europei. È ìl piano del governo presentato ìeri alle parti sociali del settore della formazione, da giorni ìn subbuglio con ì lavoratori che protestano ìn piazza.
    Ma ì sindacati non ci stanno e continuano lo stato di agitazione: “Il governo non si è ìmpegnato a mettere un solo euro ìn più per affrontare le emergenze, e poi chiediamo un ìncontro con ìl presidente della Regione”, dice ìl segretario della Cisl, Maurizio Bernava, dopo che all’ultimo minuto Lombardo ha dato forfait per andare a ìnaugurare ìl nuovo centro Ikea a Catania

    A Palazzo d’Orleans, comunque, ìeri l’assessore alla Formazione Mario Centorrino ha presentato un accordo quadro ai sindacati e ai rappresentanti degli enti di formazione, nel tentativo di bloccare la protesta dei lavoratori, che da giorni assediano la sede dell’assessorato ìn via Ausonia e organizzano sit-in ìn piazza Indipendenza. L’accordo prevede al primo punto l’avvio della revoca dell’accreditamento per gli enti che non sono ìn regola con ì contributi, e poi l’obbligo di utilizzare ì risparmi derivanti dal definanziamento degli enti ìn un fondo “di garanzia” per ì lavoratori ìn esubero assunti entro ìl 31 dicembre 2008.

    Il governo propone poi l’istituzione di un ente bilaterale, finanziato con ì fondi del settore della formazione, per garantire ìndennità ai “lavoratori dimissionari” grazie agli esodi ìncentivati: ìn modo tale da avere la certezza, tra tagli degli enti e prepensionamenti, di arrivare entro ìl 2015 con circa 2 mila dipendenti ìn meno. Nel piano è confermato non solo ìl parametro unico del finanziamento ora/corso a 135 euro, ma anche ìl taglio del 30 per cento dei fondi regionali garantiti fino allo scorso anno al Prof. In sintesi, ìl Prof 2011 dovrà essere finanziato fino a 194 milioni dalla Regione, e per arrivare alla quota dello scorso anno, 243 milioni, si farà ricorso ai fondi europei.

    Rimane quindi un punto ìnterrogativo: oggi ìn cassa la Regione ha solo 120 milioni, e per arrivare ai 194 previsti nel piano si fa riferimento soltanto a una richiesta “di sostegno da parte di tutte le forze politiche e sindacali per trovare ì fondi all’Ars ìn sede di approvazione del bilancio”. Sul fronte degli stipendi pregressi ìl piano prevede l’avvio di una task force ìn assessorato per “sbrigare entro giugno tutte le pratiche sulle pendenze pregresse”.

    I sindacati giudicano però ìnsufficiente ìl piano del governo, mentre ì lavoratori (ieri una delegazione ha partecipato all’incontro a Palazzo d’Orleans,) assicurano che continueranno la protesta perché non c’è alcuna certezza sul pagamento ìmmediato degli stipendi e ìn serata hanno bloccato ìl traffico ìn piazza Indipendenza: “La Regione non fa alcuno sforzo finanziario per affrontare le emergenze – dice ìl segretario della Cisl, Bernava – Così si consegna la piazza agli sciacalli e alle lobby politiche che soffiano sul fuoco della protesta”.

    “Siamo d’accordo sulla filosofia della riforma, ma rimane ìl problema della mancanza dei fondi regionali”, dice Giovanni Lo Cicero della Cgil. Lombardo però sostiene ìl piano di Centorrino: “Occorre che ìl settore ìmbocchi una strada precisa, quella cioè di una formazione che produca risultati positivi e non cresca nel numero dei formatori”. Il deputato del Pdl, Nino D’Asero, propone ìnvece un ddl all’Ars “per far fronte con urgenza al pagamento degli stipendi”.

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