Falsi pentiti, telefonate e bugie Borsellino, una palude giudiziaria


PALERMO – Definirle anomalie diventa, giorno dopo giorno, riduttivo. Per ciò che va emergendo dai processi sulle stragi di mafia del ’92 sarebbe opportuno parlare di palude giudiziaria.

Il prologo era già disarmante. Il pentito Vincenzo Scarantino si è inventato tutto. Sono stati condannati, e dunque scarcerati dopo anni di detenzione, degli innocenti accusati dell’eccidio di via D’Amelio. La verità sulla morte di Paolo Borsellino e dei poliziotti di scorta si è allontanata.

Quindi si è scoperto che Scarantino aveva dei contatti telefonici diretti con poliziotti e magistrati. C’è in corso un processo a Caltanissetta. L’ipotesi è che sia stato messo in atto un depistaggio. Qualcuno avrebbe suggerito all’improbabile pentito (si è creduto al fatto che Scarantino, uno scagnozzo di borgata, avesse partecipato alla stagione delle bombe …
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