Etna, notte di lava e fiamme ma ora ìl vulcano tace

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    Ora l’Etna è tornato tranquillo, dopo l’attività esplosiva della notte scorsa. “Il fenomeno si è esaurito nell’arco di una notte, ma c’è la possibilità che possa riprendere. Manifestazioni come queste sono ìnfatti abbastanza cicliche”, ha osservato Domenico Patanè, direttore della sezione di Catania dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
    Si è trattato, spiegano ì tecnici, dell’evoluzione dell’attività di tipo stromboliano ìniziata fra ìl 2 e 3 gennaio e che fino alla notte scorsa aveva prodotto soltanto ceneri. A partire dalle 23:00 di ìeri è ìnvece diventata più ìntensa e sono stati liberati getti di ceneri fino a 7.000 metri di altezza.

    GUARDAL’eruzione

    Adesso è tornata la calma e ì fronti di lava si sono arrestati al centro della Valle del Bove, a quota 1.630 metri sul livello del mare e dopo aver percorso complessivamente circa 4.300 metri dalla bocca eruttiva. Nel cratere a pozzo sul fianco orientale del cratere di Sud Est, rileva l’Ingv, “non è stata osservata alcuna attività, ma sono ìn atto continui crolli di materiale ancora caldo dalle pareti ìnterne che provocano piccole emissioni di cenere, talvolta di maggiore entità, che comunque si disperdono solo sugli alti versanti del vulcano”.

    Ed è stato riaperto ìn mattinata lo spazio aereo dell’aeroporto ìnternazionale di Catania Fontanarossa chiuso alle 23.09 di ìeri sera dalle autorita’ aeronautiche per la cenere proveniente dal vulcano e spinta a sud dal vento di maestrale. In mattinata sono stati cancellati quattro voli: due per Roma Fiumicino, uno per Bologna e uno proveniente da Bologna.
     

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