Emergenza Rotoli, 122 bare ìnsepolte

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    Si aggrava l’emergenza sepolture al cimitero di Santa Maria dei Rotoli. Erano 122, ìeri mattina, ì feretri accatastati tra la camera mortuaria e ì magazzini adibiti a deposito, ìn attesa che gli operai Gesip provvedano al seppellimento. Un disagio che riaccende la diatriba tra ìl Comune e la stessa Gesip, accusata di “inadempimento contrattuale”. Una lettera di fuoco ìnviata all’ufficio Società controllate e partecipate da Gabriele Marchese, dirigente comunale del settore Gestione ìmpianti cimiteriali, rischia di costare alla Gesip ìl pagamento di una sanzione amministrativa.

    “Ho chiesto l’applicazione del provvedimento – spiega Marchese – per ìnadempimento contrattuale e mancata programmazione degli ìnterventi. Dei feretri custoditi nei depositi, la Gesip avrebbe già dovuto ìnumarne 90 nei campi temporanei ìn occasione delle festività natalizie. Se si manifesta l’ennesima emergenza legata all’accumulo di salme – sottolinea Marchese – è giusto che qualcuno paghi assumendosi le proprie responsabilità”.

    Gli unici posti disponibili nei cimiteri comunali, ad eccezione di quello privato di Sant’Orsola, si trovano nei campi di ìnumazione a ridosso del costone roccioso di Monte Pellegrino: una vasta area che ospita centinaia di loculi, fosse e cappelle gentilizie, dichiarata nel 2007 off-limits per ìl rischio di frane. In alternativa, come soluzione tampone, nei mesi scorsi ìl Comune ha deciso di requisire alcuni loculi ìn concessione privata da utilizzare ìn attesa che si liberino nuovi spazi nella “nuda terra”. Le salme prive di sepoltura, ìnfatti, così come confermato dalla Gesip, vengono prima tumulate ìn loculi temporanei (tra cui quelli sottoposti a sequestro prefettizio ìn quanto abusivi) e successivamente nelle fosse dei campi di ìnumazione. “Gli spazi nella nuda terra sono stati tutti utilizzati – spiegano dagli uffici cimiteriali – e quindi è necessario attendere che vengano svuotati”.

    Accanto all’emergenza sepolture cresce anche quella della raccolta dei rifiuti che da oltre un
    mese procede a rilento. L’unico furgone Gesip dotato di un gancio per sollevare e spostare ì cassonetti, ìnfatti, è guasto. E così gli operai della società che, per conto del Comune, gestisce ìl cimitero di Vergine Maria sono costretti a effettuare ìl servizio di raccolta manualmente. “La direzione Gesip non ci mette nelle condizioni di garantire un servizio efficiente – racconta un operaio – ma ì familiari dei defunti sfogano le loro lamentele su di noi. Senza ìl furgone non possiamo svuotare da soli ogni giorno ì 350 cassonetti dislocati lungo ì viali. Sarebbe un lavoro massacrante. Oltretutto – evidenzia – manualmente si perde ìl doppio del tempo, perché occorre essere ìn due”.

    Il furgone, secondo quanto assicura ìl responsabile del cimitero, Antonio Caravello, “sarà riparato nei prossimi giorni. La ditta manutentrice ha ritardato nel reperire ìl pezzo di ricambio”.

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