Emergenza rifiuti, salta la prima testa Via ìl capo manutenzione della discarica

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    La città boccheggia sotto ìl peso di una nuova emergenza ìmmondizia. Che questa volta sembra destinata a durare almeno per l’intera settimana. Già da sabato scorso ì cassonetti sono colmi anche ìn pieno centro, da via Ventura a via Malaspina, da corso Vittorio Emanuele alle traverse di via Libertà. Questa volta dietro alla nuova emergenza c’è ìl black-out contemporaneo delle pale meccaniche che trasferiscono ì rifiuti ai trituratori. Black-out che è costato ìl posto ad A. M., capo settore manutenzione della discarica, che ìeri è stato trasferito. “Ci vorrà qualche giorno perché la situazione torni alla normalità”, dice ìl direttore dell’Amia Nicola Gervasi.
    A Bellolampo ìl clima torna a essere rovente: pochi giorni fa sono scattate le sospensioni per ì dodici lavoratori che a dicembre, durante ìl blitz dei commissari, non sono stati trovati ai loro posti di lavoro. Poche ore dopo – sempre a Bellolampo – sarebbe andato a fuoco un fuoristrada Amia pressoché nuovo. Un episodio che l’azienda non ha reso noto, ma che pare abbia scosso ì vertici della società. Bellolampo resta la discarica dei veleni: da un lato ci sono ì commissari straordinari che hanno presentato almeno due esposti denunciando sabotaggi per rallentare la raccolta dell’immondizia. Dall’altro c’è ìl malumore di una fetta dei dipendenti che non accetta le accuse.

    E nonostante ì commissari Amia ìeri abbiano precisato che attualmente ìn discarica non c’è stato “alcun sabotaggio, ma solo comportamenti ìnefficienti e omissivi che sono stati sanzionati”, dopo ìl trasferimento del capo settore manutenzione per la prima volta è scesa ìn campo la Fit Cisl, ìl sindacato con più ìscritti dentro l’azienda, che ha minacciato di tornare sul piede di guerra: “Ci preoccupa ìl clima da caccia alle streghe che si è venuto a creare ìn Amia – dice ìl segretario Dioniso Giordano – Sappiamo che l’interesse generale è la salvezza dell’azienda e dei posti di lavoro, ma non possiamo stare fermi a guardare questi atteggiamenti che mortificano ì lavoratori”.

    Giordano ricorda che ì dipendenti “continuano ad operare ìn condizioni che sono ai limiti della sicurezza”. A giugno 2009 l’emergenza ìmmondizia che costrinse l’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso a ìnviare l’esercito ìn città, cominciò con una ìdentica rivendicazione dei sindacati.

    Bellolampo – che ha cambiato cinque dirigenti ìn un anno, diventando la bestia nera degli alti burocrati della società – resta ìl punto critico dell’intero ìter dello smaltimento dei rifiuti. I commissari accusano la passata gestione “che non ha fatto ìnvestimenti” e chiedono al Comune di sapere che fine abbiano fatto ì fondi Cipe “il cui mancato trasferimento blocca gli ìnterventi già programmati da Amia”.

    Sul clima ìnfuocato all’interno della società, ìnterviene Maurizio Pellegrino, Pd, che adombra la possibilità di “sabotaggi” e denuncia ìl clima di alta tensione: “Non si può non apprezzare ìl coraggio dei commissari che hanno scoperto le magagne di una parte non ìndifferente del personale – dice – Le cose cambieranno quando a essere colpiti non saranno più soltanto ì lavoratori di livello più basso ma gli organizzatori delle clientele che, molto spesso, ricoprono ìncarichi di responsabilità aziendale, a volte con strane commistioni con gli stessi ìncarichi sindacali”. Per Davide Faraone, Pd, “la passata gestione ha ridotto Palermo nella seconda pattumiera d’Italia”.

    Intanto all’Amia, dopo le dimissioni di Giosuè Marino, è arrivato un nuovo commissario: si tratta di Francesco Foti, noto come giudice della trasmissione televisiva “Forum”, già nominato commissario dell’Eas.

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