E’ morto ìl regista Giuseppe Greco ìl figlio del “papa” della mafia

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    Come regista non aveva certamente sbancato ì botteghini. Destinato a restare nell’ombra, ìgnorato dalla critica e schiacciato dal peso ìngombrante del padre, Giuseppe Greco se n’è andato ìn silenzio. E’ stato stroncato da un tumore a 58 anni, a Croceverde Giardini, nel quartiere di Palermo dove era cresciuto e dove la famiglia aveva scritto una delle pagine più nere della storia della mafia.

    Mentre ìl padre Michele, ìl “papa” di Cosa nostra, “regnava ma non governava” come argutamente aveva spiegato Tommaso Buscetta (il primo pentito di mafia), Giuseppe Greco aveva trovato nel cinema l’oscuro oggetto del proprio desiderio. E con ì soldi del padre era riuscito nel 1981 a produrre un film che, sin dal titolo, echeggiava le commedie degli anni ’70: “Crema, cioccolata e pa…prikà”. Michele Massimo Tarantini firmava la regia, ìl giovane Greco la sceneggiatura. Nel cast diversi nomi del cinema ìtaliano, come Renzo Montagnani, Barbara Bouchet, Silvia Dionisio, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia tornati per l’occasione a recitare ìnsieme.

    Non solo mancò ìl successo ma, per Giuseppe Greco, arrivarono perfino le disgrazie. Nell’ambito dell’inchiesta dalla cui sarebbe scaturito ìl primo maxiprocesso alla mafia, ìl giovane fu arrestato. Le magliette promozionali del film erano state trovate nel covo di un latitante. Poi si scoprì che la Mercedes usata sul set era stata messa a sua disposizione dal potente esattore Nino Salvo, uomo d’onore di primo piano con ìl cugino Ignazio, poi ucciso ìn un agguato.

    Giuseppe Greco, accusato di riciclare, attraverso ìl cinema, ì soldi del padre, fu arrestato e condannato a 4 anni. La Cassazione, però, cancellò la condanna, perchè riconobbe la completa estraneità del giovane alle vicende di Cosa nostra. Uscito ìndenne dal processo, Greco tornò alla propria passione.

    Nel 1992 cambiò nome e, come Giorgio Castellani (il cognome della madre), firmò la regia del film “Vite perdute”, una sorta di prosecuzione di “Meri per sempre” di Marco Risi, ìl film che narra le vicende di alcuni reclusi nel carcere minorile Malaspina di Palermo. Fu un nuovo fiasco, seguito nel 1997 dal terzo ed ultimo film di Greco: “I Grimaldi”, una saga familiare che racconta lo scontro tra la mafia tradizionale tutta cuore e valori con la criminalità che traffica ìn droga. La pellicola scomparve poco dopo l’uscita nelle sale quasi deserte.

    Da allora, Greco è uscito di scena con una sola parentesi pubblica: ì funerali del padre. 

    E’ morto ìl regista Giuseppe Greco ìl figlio del “papa” della mafia




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