Depistaggio, tra le piste del ’92 e l’agenda scomparsa. I ricordi di Cardella. «Tra Capaci e via D’Amelio il nulla»

«Ricordo che al mio arrivo trovai una situazione di stasi investigativa, questa era la situazione sulla base delle informazioni e dei discorsi coi colleghi». Inizia da qui il racconto di Fausto Cardella, oggi procuratore generale a Perugia, chiamato all’epoca dal procuratore Tinebra a Caltanissetta per unirsi alle rilevazioni sulla strage di via D’Amelio. Cardella accetta e a inizio novembre è già a lavoro nella procura nissena, dove resterà in servizio fino a dicembre del ’93. Con lui c’è anche una collega dall’esperienza già consistente in fatto di mafia e collaboratori, è Ilda Boccassini. Quando i due arrivano, Vincenzo Scarantino è già stato arrestato. «C’era questo rapporto con gli organi investigativi che lavoravano al caso Borsellino, gli uomini della mobile di Palermo e la Dia di Caltanissetta, e in un secondo momento ci fu anche il reparto operativo dei militari dell’arma di Palermo, …
Leggi anche altri post su palermo o leggi originale
Depistaggio, tra le piste del ’92 e l’agenda scomparsa. I ricordi di Cardella. «Tra Capaci e via D’Amelio il nulla»


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, privo di intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer