Da Pippo Amoroso a Monforte Cosa nostra, lo scettro del boss


CATANIA – Arrestato un boss se ne fa un altro. Alcune volte il passaggio dello scettro avviene con il sì dei reduci di un blitz, altre volte vige la legge (mafiosa) del più forte. Sono stati anni tormentati per i Toscano-Mazzaglia-Tomasello di Biancavilla, da una parte una guerra intestina con una scia di sangue che parte dal 2010 e dall’altra operazione serrate di polizia giudiziaria che hanno ridotto in poltiglia il potere criminale del clan legato a Cosa nostra. Oggi la magistratura ha un punto di osservazione privilegiato delle dinamiche interne alla cosca. Vincenzo Pellegriti, uno dei primi pentiti dopo anni proveniente dalle file di Biancavilla, può raccontare chi ha comandato e gestito gli affari del clan dal 2015, giorno della sua scarcerazione, al 12 settembre 2019, data del suo arresto.

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