Da Agrigento a Punta Raisi, storia di un’odissea in treno. «Dei veri problemi qui non gliene frega niente a nessuno».

«Cara Sicilia, terra di bellezza, cultura e contraddizioni, ti amo… ma ogni tanto mi fai proprio incazzare». La denuncia di Marcaurelio Scimè è di quelle che almeno una volta nella vita ciascun siciliano ha fatto. A cambiare, di volta in volta, sono solo i destinatari della rabbia. Nel caso del giovane veterinario, originario di Favara ma che abita da tempo a Milano, c’è in mezzo Trenitalia. Perché nell’isola anche un semplice viaggio in treno può diventare complicato. Lo sa bene Scimè, e con lui le decine di viaggiatori che da Agrigento l’altro ieri avrebbero voluto raggiungere in serenità Palermo. Sono appena 150 chilometri, il treno di solito ci impiega tre ore. Invece il percorso si è trasformato in una vera e propria odissea.

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