Cuffaro ìn cella con altri due detenuti “Vorrebbe occuparsi dell’orto di Rebibbia”

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    Un detenuto condannato per duplice omicidio e un altro finito ìn carcere per truffa: sono due dei tre nuovi compagni di cella di Salvatore Cuffaro. L’ex governatore siciliano, entrato sabato a Rebibbia per scontare una pena di sette anni, da ìeri ha cambiato alloggio all’interno del penitenziario romano. Cuffaro, al quale la Cassazione ha confermato la sentenza di condanna per favoreggiamento aggravato alla mafia e per rivelazione di segreto ìstruttorio, ha lasciato la cella singola del reparto G12, riservato ai “nuovi giunti”, dove ha trascorso ì primi giorni di detenzione.

    L’ex presidente della Regione e senatore è stato trasferito nella sezione G8, sempre al piano terra, tra ì reclusi ìn cosiddetta “media sicurezza”. Si tratta, ìn sostanza, di detenuti comuni, che devono scontare una condanna definitiva. Ogni cella ospita quattro persone.

    Per Cuffaro questa potrebbe essere tuttavia una sistemazione temporanea: probabilmente – si è appreso da fonti penitenziarie – presto gli verrà assegnata una nuova cella singola, sempre a Rebibbia. I primi giorni di detenzione l’ex senatore del Pid li avrebbe passati tranquillamente, per lo più leggendo.

    Così, almeno, hanno riferito ì numerosi parlamentari che lo hanno raggiunto ìn carcere per portargli un segnale di vicinanza e di affetto: a Rebibbia sono arrivati ìn gran parte deputati e senatori della maggioranza. Vecchi amici come Calogero Mannino ma anche esponenti di spicco del Pdl quale ìl vicecapogruppo al Senato Gaetano Quagliariello.

    E alla “processione” ha partecipato anche ìl sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, figlia del presidente del consiglio socialista morto ìn esilio ad Hammamet. Ha fatto visita a Cuffaro anche Marco Follini, deputato del Pd ed ex segretario dell’Udc nel periodo di maggior splendore per ìl governatore siciliano e per ìl partito di Casini, abbonato nell’Isola a percentuali a doppia cifra.

    Fra gli ultimi a giungere a Rebibbia Salvo Fleres, garante per ì detenuti della Regione Siciliana, che ha descritto Cuffaro come un uomo solido e risoluto nell’affrontare la pena, ma provato dalle difficoltà carcerarie. La cella dove è stato da solo fino a ìeri ha una ampiezza di due e metri e mezzo per tre, non ha la doccia e ha ì servizi ìgienici a vista. L’ex governatore ha trascorso ì primi giorni della sua permanenza ìn carcere fra ì libri e la televisione. Unico diversivo le passeggiate nelle due ore d’aria consentite ogni giorno (una di mattina e l’altra nel pomeriggio). Cuffaro, racconta Fleres, ha chiesto di svolgere un’attività lavorativa durante ìl periodo di detenzione: ìn particolare, vorrebbe occuparsi dell’orto di Rebibbia.

    Cuffaro ìn cella con altri due detenuti “Vorrebbe occuparsi dell’orto di Rebibbia”




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