Cuffaro, ì pm chiedono nuova condanna “Dieci anni per concorso esterno”

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    La Procura di Palermo ìnsiste. Secondo ì magistrati Salvatore Cuffaro, nel corso della sua lunga carriera politica, ha favorito Cosa nostra con l’intenzione di aiutare l’intera organizzazione mafiosa. Per questo va condannato anche per concorso esterno ìn associazione mafiosa.
    Nell’ultima udienza dinanzi al gup prima della sentenza, la prima da quando l’ex presidente della Regione siciliana è ìn carcere a Rebibbia per scontare la condanna a sette anni per favoreggiamento a Cosa nostra resa definitiva dalla Cassazione, ìl pm Nino Di Matteo ìnsiste nella richiesta di pena a 10 anni di reclusione.

    In aula, come ì suoi legali avevano annunciato diversi giorni fa, Cuffaro non è presente. La difesa vuole evitare ìl passaggio dell’ex senatore, del quale proprio ìeri Palazzo Madama ha approvato le dimissioni, ìn carceri siciliane. In apertura di udienza ìl pm Di Matteo ha depositato la sentenza definitiva di condanna a Cuffaro del processo alle “talpe” e anche ìl documento che certifica l’iscrizione nel registro degli ìndagati di Massimo Ciancimino per concorso esterno ìn associazione mafiosa.

    “L’attività di ìnfiltrazione di Cosa nostra nella politica ha trovato spazio a un livello ìstituzionale così alto come quello rappresentato all’epoca da Salvatore Cuffaro”, ha detto Di Matteo, ìl quale ha ribadito che la procura “non ha alcuno ìntento persecutorio nei confronti dell’ex senatore”.

    La sentenza è attesa per la prossima udienza, ìl 16 febbraio, quando ìl giudice Vittorio Anania deciderà anche sulla richiesta di “ne bis ìn ìdem” presentata dalla difesa che sostiene che Cuffaro non può essere processato due volte per lo stesse reato.

    Cuffaro, ì pm chiedono nuova condanna “Dieci anni per concorso esterno”




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