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“Così l’avvocato ha truffato più di 21 mila euro a un’anziana malata e a due operai”

Due cittadini impiegati che sarebbero stati esposti all’amianto e poi una persona di sesso femminile anziana e malata. Questi sarebbero i clienti truffati dall’avvocato Adriano Lapone, ai quali avrebbe spillato complessivamente 21.308 euro senza però essersi mai realmente occupato delle loro cause civili. Per l’avvocato – che è stato sospeso per un anno dalla possibilità di esercitare la professione forense e al quale è stato imposto l’obbligo di dimora in città – il vice procuratore Sergio Demontis ed il sostituto Francesca Mazzocco avevano chiesto gli arresti domiciliari. Il giudice inquirente Elisabetta Stampacchia, nella sua ordinanza, è molto dura con l’indagato e conferma che “la sistematica e inopinata lesione del rapporto fiduciario, dei diritti dei propri assistiti e dell’impegno solenne ad adempiere i doveri della professione con lealtà, onore e diligenza sono niente altro che lo specchio in cui si riflette una personalità massimamente negativa ed assolutamente spregiudicata che deve essere, quindi, arginata”.

La causa per lo sfratto

Una delle presunte vittime dell’avvocato Lapone è una persona di sesso femminile anziana affetta da Parkinson che si sarebbe rivolta a lui nel 2017 perché la propretaria del suo appartamento le avrebbe intimato lo sfratto. Secondo la ricostruzione della Procura, l’avvocato avrebbe chiesto un anticipo di 2.854 e poi altri 3.553 euro,

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