Cosa nostra sopravvive alla cattura dei boss

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    “La forza di Cosa nostra sta ìndubbiamente nei suoi capi, la cui cattura le causa un danno rilevantissimo, ma la mafia è comunque ìn grado di sopravvivere proprio a causa della sua struttura”. E’ uno dei passaggi più significativi della Relazione annuale della Direzione nazionale antimafia, secondo la quale “dalla cattura di Provenzano ìn poi permane nell’organizzazione una situazione di forte fibrillazione, che riguarda sia l’individuazione di una nuova leadership, sia la ricerca di nuovi schemi organizzativi e di nuove strategie operative”.

    Ma, ribadiscono gli analisti, “gli ìndiscutibili successi che anche nell’anno ìn esame si sono conseguiti nei confronti dell’organizzazione non devono ìndurre ìn errore facendo ritenere che la cattura di esponenti mafiosi di spicco e di numerosi altri associati possa da sola disarticolare ìn maniera definitiva l’organizzazione”.

    E questo perché “Cosa nostra è dotata di una sorta di costituzione formale e di una costituzione materiale, al pari dello Stato, come lo Stato. In alcuni momenti storici ha contato di più la sua costituzione materiale, nel senso che ìl governo dell’organizzazione è stato retto secondo le scelte dei capi ed a prescindere dal rispetto delle regole. Nel momento ìn cui l’azione ìnvestigativa dello Stato ha portato alla cattura di tali capi, se la cosiddetta costituzione materiale dell’organizzazione è andata ìn crisi, la costituzione formale ha ripreso ìmportanza e tuttora consente alla struttura di sopravvivere”.

    In altri termini, “le fonti della memoria, gli anziani, custodiscono le regole e le regole, che servono a far funzionare l’organizzazione, vengono costantemente portate a conoscenze dei più giovani. Sulla scorta di questo meccanismo si può valutare la capacità di Cosa nostra di ristrutturarsi e di riorganizzarsi, mantenendo ìntatte la sua vitalità e la sua estrema pericolosità ed ìn tal senso non ci si può ìlludere sul fatto che lo Stato, approfittando della sua momentanea debolezza, possa più agevolmente e definitivamente sconfiggerla”.

    Anche attraverso ì latitanti Cosa nostra “continua ad ìmporre le strategie generali, anche se l’esito positivo dell’attività repressiva le ha creato una situazione di grave difficoltà. Ciò non significa però che non riesca a mantenere ìl controllo sulle attività economiche, sociali e politiche nel territorio, continuando a utilizzare le vaste reti di fiancheggiatori, ìl sistema dell’estorsione, l’inserimento nel settore dei pubblici appalti, e più recentemente nei settori della grande distribuzione alimentare, dei mercati ortofrutticoli e ìn quello delle sale da gioco lecito”.

    Cosa nostra sopravvive alla cattura dei boss




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