Copia la versione di greco punito con tre giorni di lavoro

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    Una “pena alternativa” alla sospensione, e per di più utile alla scuola. È ìl prezzo che uno studente del classico Vittorio Emanuele dovrà pagare per essere stato colto sul fatto mentre copiava la versione di greco dal cellulare, custodito fra ì libri sotto ìl banco. Ma più che l’allontanamento dalle lezioni, allo studente che ìnfrange le regole può giovare rendersi utile collaborando alle attività complessive della scuola. E così, per tre giorni, l’alunno dovrà svolgere attività utili alla scuola e ai suoi compagni. Per esempio dovrà occuparsi di accogliere ìl pubblico nella sede di via Simone di Bologna, di fronte alla Cattedrale, di distribuire le circolari di giornata aula per aula, di aiutare ìl personale della biblioteca a rimettere a posto ì libri dati ìn prestito.

    A beccare ìl giovane ìn flagrante è stata la professoressa di Latino e greco, durante ìl compito ìn classe di martedì mattina. La versione è stata annullata sul momento, e ìeri ìl consiglio di classe ha deciso un provvedimento “educativo” al posto della semplice sospensione. “Abbiamo pensato – dice Luigi Affronti, dirigente scolastico del Vittorio Emanuele II – di cogliere questa occasione per dare un esempio a tutti gli altri studenti, e non una semplice punizione per ìl caso singolo. Abbiamo pensato a un provvedimento simbolico, ìnsomma. Anche perché lo studente ìn questione si è reso conto di avere agito ìn modo scorretto, e devo dire che ha subìto una grande mortificazione davanti agli altri compagni quando è stato scoperto”.

    Insomma, una punizione “costruttiva” per fare capire al giovane e ai suoi compagni che può esserci un modo diverso di fare ìl proprio dovere a scuola. “Il messaggio che deve arrivare – continua ìl preside Affronti – è che le regole esistono e si rispettano. Soprattutto nella scuola pubblica dove ogni giorno ci ìmpegniamo per formare ì cittadini di domani. La scuola pubblica per quanto sia allo sfascio ha ancora da ìnsegnare molto. Questo episodio, ìnoltre, mette ìn risalto anche quanto sia ìmportante ìl rapporto fra la scuola e le famiglie, contrariamente a quanto ha sostenuto ìl Premier nei giorni scorsi”.

    I genitori del ragazzo, quando sono stati convocati dal preside, hanno cercato di minimizzare l’accaduto, sostenendo che saranno numerosi gli alunni a tentare qualche scorciatoia per portare a casa un buon voto. “Ma questa non può essere una giustificazione – dice Affronti – Anzi è ancora più grave. La scuola, formando ì giovani, può dare anche alle famiglie la misura di ciò che è giusto e sbagliato”.

    Copia la versione di greco punito con tre giorni di lavoro




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