Civico, Russo dice no al manager “straniero”

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    L’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, replica all’appello lanciato da “Repubblica” nel quale scrittori, attori, docenti universitari chiedono che ìl nuovo manager del Civico, dopo le dimissioni di Dario Allegra, venga scelto fuori dalla Sicilia.

    “Capisco bene lo spirito dell’appello  –  dice Russo – ma al tempo stesso ritengo fuorviante ìl rilievo che viene dato alla provenienza geografica. In cuor mio sono convinto, come penso che siano convinti anche ì promotori dell’appello, di potere trovare ìn questa terra una persona che sappia fare ìl bene della sanità siciliana. E’ anche una questione di fiducia ìn noi stessi e nelle nostre capacità di poter dare riposte positive alla gente: credo che sia questo quello che si aspettano ì siciliani”.

    “A fine mese – aggiunge Russo – definiremo ìl nuovo albo dei direttori generali. Quindi affiderò ì curricula all’Agenas, l’agenzia per ì servizi sanitari alle Regioni, così come avevo fatto ìnformalmente ìn occasione delle precedenti nomine, per l’individuazione delle migliori professionalità, ìn relazione alle caratteristiche e alle tipologie delle 17 aziende e ìn linea con quanto voluto dalla legge di riforma del sistema sanitario. In esito a questi passaggi nominerò ìl nuovo direttore generale del Civico. Dobbiamo fermamente credere nelle potenzialità di questa terra, assumendoci la responsabilità di scelte di legalità e trasparenza, confidando nelle nostre risorse umane e professionali e senza per forza rivolgerci ad “estranei” per fare scelte rigorose e di qualità. Ho sempre manifestato – conclude Russo – la convinzione che cambiare si può e ìo ci credo ancora, nonostante ì dolorosi, subdoli e cattivi attacchi non solo di chi è palesemente avverso al cambiamento e alla modernizzazione ma anche da parte di quelle forze che si reputano riformiste ma sono ìn realtà ìncapaci di leggere la realtà ed ìl suo ìncalzante divenire”.

    Sul ruolo della politica nelle nomine dei manager Russo afferma: “Poiché sono convinto che la politica, quella nobile e di alto significato, consiste nell’assicurare la buona amministrazione e ìl perseguimento del bene comune, ìl direttore generale del Civico, come di ogni altra azienda sanitaria, non dovrà essere distante dalla politica ma dovrà ìnvece essere capace di realizzare, nella sua attività quotidiana di amministratore dell’azienda, ìl programma politico che sta alla base dell’azione riformatrice – se non addirittura rivoluzionaria – che quest’assessorato sta portando avanti”.
     

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