Catania

Chiunque voglia governare la città dovrà dialogare con noi

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Il Movimento per l’Autonomia “ritorna” ufficialmente all’interno del Consiglio comunale di Catania. I consiglieri che hanno aderito alla costituzione del gruppo sono 9: Sebastiano Anastasi (attuale Premier), Bruno Brucchieri, Alessandro Campisi, Dario Grasso, Orazio Grasso (eletto all’unanimità capofila), Salvatore Peci, Maria Grazia Rotella, Salvo Di Salvo e Angelo Scuderi. La funzione di vice, invece, e stato affidato ai consiglieri Alessandro Campisi e Angelo Scuderi. Il Mpa rappresenta adesso il gruppo più numeroso all’interno dell’assemblea cittadina. Per farci raccontare lo spirito e gli obiettivi del neocostituito gruppo e la propria posizione rispetto agli altri, sia alleati che in contrapposizione, abbiamo intervistato proprio il capofila in seno al Consiglio comunale, Orazio Grasso.

Dopo la costituzione del gruppo al consiglio comunale quali sono gli obiettivi che portate avanti e le urgenze per voi più urgenti da risolvere?

“Il Movimento per l’autonomia ha fatto il suo ritorno in aula e a mio avviso questa e la vera grande notizia. Oggi all’interno di Palazzo degli elefanti rappresentiamo la compagine più cospicua con ben 9 consiglieri comunali: il nostro movimento e guardato con molto interesse nel palcoscenico politico. Sotto un certo punto di vista i sentimenti autonomistici sono ancora ben radicati sul nostro territorio. Per quanto riguarda ciò che sarà l’attività del Movimento per l’autonomia in futuro, tra l’altro con il punto di vista imminente delle elezioni comunali, riteniamo che ci siano emergenze importanti, fra tutte la più grave e quella dei rifiuti: una brutta situazione che riguarda proprio il Comune di Catania. Attenzione anche al tema della sicurezza nella nostra città e poi come non menzionare le risorse del Pnrr. Intercettare e ottenere fondi europei in questa fase e fondamentale e gli enti locali, delegati dai vari ministeri, giocano un ruolo decisivo in questa partita. Nel Meridione, purtroppo, gli enti locali soffrono di gravi carenze come quelle del personale o più specificatamente di tecnici abilitati alla gestione, alla esecuzione e all’implementazione di tali progetti: il rischio che queste risorse possano andare in parte perdute e abbastanza alto”.

Prossime elezioni: Raffaele Lombardo ha parlato del “peso” del Mpa nella scelta del candidato sindaco per il centrodestra. Lei cosa pensa di questa corsa alla sindacatura di Catania?

“Non possiamo non tenere conto della storia del Movimento per l’Autonomia nel nostro territorio. Storia che e continuata nel corso degli anni, noi non siamo mai usciti dall’Ars, ad esempio. Come lista alle ultime elezioni abbiamo ottenuto risultati importantissimi, principalmente nella provincia di Catania. Oggi siamo la compagine più cospicua che c’e all’interno del Consiglio Comunale, come dicevo. La nostra posizione e centrale: chiunque voglia governare la città dovrà certamente dialogare con noi. Mi permetto di citare le parole del nostro leader Raffaele Lombardo proprio quando dice che ‘la storia ci legittima’ a scegliere il nuovo Sindaco”.

C’e preoccupazione all’idea di dover affrontare le problematiche di cui ci ha parlato prima in un contesto difficile e con le poche risorse per ora disponibili?

“Noi dobbiamo tenere in considerazione gli ultimi 5 anni dell’attività amministrativa dell’ente. Veniamo da un dissesto economico-finanziario e con molti sacrifici abbiamo fatto di tutto per adempiere a ciò che la Corte dei Conti ci chiedeva, proprio in virtù di poter risanare i conti dell’ente. Chiunque subentrerà dovrà continuare quel processo di risanamento che vede la città stessa, nella sua interezza, allo stato attuale impegnata. Abbiamo lavorato in maniera particolare, prima come gruppo Grande Catania, poi come Movimento per l’autonomia”.

Che approccio avrete con gli altri gruppi in Giunta Comunale?

“Ho sempre detto che siamo stati in questi anni maggioranza, mai servile e sempre costruttiva. Per questa ragione, quindi, dico che siamo aperti a chiunque abbia davvero voglia di dare una svolta alla città, mi vengono in mente anche gli temi legati al trasporto pubblico e alla mobilità in generale, incoraggiamo l’idea di una migliore vivibilità della città. Avevamo aperto all’idea di un piano regolatore diverso, abbiamo affrontato la questione in Giunta Comunale. Il gruppo Grande Catania e stato determinato, facendo approvare un maxi emendamento che dava secondo noi una prospettiva e un modello di città differente. Siamo stanchi di essere sempre la città fanalino di coda su tutte le classifiche legate agli aspetti di vivibilità delle città”.

Che ne pensa del ponte sullo Stretto?

“Da sempre siamo stati favorevoli alla esecuzione del ponte. E chiaro che una vera integrazione al contesto nazionale non può mai avvenire se non si rimuove concretamente il principio di insularità che la Sicilia ha sulle spalle. Non possiamo immaginare l’alta velocità quando di fatto ci si deve fermare a Reggio Calabria. Chiunque abbia l’idea e la voglia di far crescere il nostro territorio dovrebbe, a mio avviso, essere favorevole alla reazl un’infrastruttura che può portare solo dei benefici alla Regione stessa”.


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