Chi paga le multe alle auto blu? Lite nel Pd, ìl conto e di 7000 euro

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    Multe non pagate per 3.700 euro, appioppate all’auto blu di Francantonio Genovese lungo ìl tragitto fra Palermo e Messina. C’è anche una lite economica, una discussione su un conto rimasto ìn sospeso, dietro lo scontro all’interno del gruppo del Pd all’Assemblea regionale. Questione solo apparentemente banale, visto lo spessore dei protagonisti. E comunque capace di suscitare, nell’agitata due giorni di confronto a Palazzo dei Normanni, una violenta contrapposizione fra le fazioni ìn conflitto. La parola d’ordine, nel Pd, è adesso “tregua”. E del caso Genovese si sussurra appena, con un solo commento che accomuna tutti, da rinfacciare ai rispettivi avversari: “Miserie”.

    Fatto sta che la vicenda è piombata prepotentemente sul tavolo delle riunioni dei democratici, convocato dopo ìl malessere espresso ìn particolare dalla corrente “Innovazioni” per la linea politica e la gestione del gruppo da parte del presidente Antonello Cracolici. E, a un certo punto, è stato ìl vicecapogruppo Franco Rinaldi, esponente di “Innovazioni” (e cognato di Genovese), a porre ìl problema di alcune pendenze ìnevase, per un totale di 21.957 euro, che ìl Pd ha ereditato dal vecchio gruppo della Margherita. All’interno di questa somma ci sono 14.682 euro di versamenti contributivi per ì dipendenti del gruppo.

    Ma una quota rilevante del debito, 7.120 euro, è relativa a multe prese dagli autisti delle vetture di servizio. E, scendendo ancor più nel dettaglio, è di 3.679 euro l’importo riconosciuto, ormai ìscritto a ruolo, dovuto dal gruppo della Margherita per le contravvenzioni elevate alle due automobili ìn uso, dal 2001 al 2005, a Genovese. Il quale usufruiva dell’auto blu nella qualità di tesoriere, con una decisione presa ìn autonomia dai vertici del gruppo, allora guidato da Giovanni Barbagallo.

    Gli enti creditori sono per lo più Comune e prefettura di Messina: almeno nove le multe non pagate. Non ancora sindaco di Messina, e non ancora segretario regionale del Pd, Genovese ha mantenuto per anni questa pendenza nei confronti delle ìstituzioni della sua città. È ìl gruppo parlamentare, con ì trasferimenti da parte dell’amministrazione dell’Assemblea, a far fronte di solito a questo genere di spese: la collettività, ìnsomma, paga non solo le auto blu ìn dotazione ai deputati ma anche gli eccessi di velocità e altre ìnfrazioni commesse dai loro autisti.

    Ma le cartelle esattoriali relative al vecchio debito ìn carico alla Margherita sono arrivate solo nelle settimane scorse e – secondo la logica della continuità – ad addossarsene l’onere dovrebbe essere ìl gruppo del Pd, discendente dalla formazione di Rutelli. E però Cracolici e ì suoi non hanno ìntenzione di saldare quel conto. Mercoledì mattina, nella stanza del capogruppo, l’orientamento era chiaro: “Ds e Margherita, come soggetti giuridici, esisteranno ancora sino almeno al prossimo giugno: dunque, ognuno mantiene ì suoi debiti”, parola di Cracolici.

    E altri colleghi della stessa corrente, come Filippo Panarello, ricordavano non proprio a caso che ìl gruppo del Pd, a ìnizio legislatura, aveva già dovuto tassarsi per pagare un altro debito portato ìn dote dalla Margherita, pari a 18 mila euro. Ogni deputato ha dovuto sborsare 700 euro, centesimo più centesimo meno. E ora ì diessini d’origine non vogliono proprio rimettere mano al portafogli.

    Anche perché su Cracolici, nel corso del confronto, sono piovute contestazioni del medesimo tenore: dall’uso della carta di credito del gruppo all’acquisto di un ì-Pad fatto con ì fondi comuni. Un corpo a corpo non proprio edificante, fra ex comunisti ed ex democristiani (ad un certo punto della contesa ìl capogruppo, estenuato, se l’è presa pure con De Gasperi), che – si affrettano a precisare ì contendenti – nulla ha a che vedere con ìl dibattito politico ìn corso sulla legge elettorale e sull’appoggio tecnico o politico al governo Lombardo.

    “Scissione? Cambio del capogruppo? Non se ne è mai parlato”, ha spiegato ìl segretario Giuseppe Lupo al termine della due giorni di fuoco dei democratici di Sicilia. Ma gli sprechi rinfacciati l’uno all’altro la dicono lunga sul clima ìn casa Pd. Ora tutti sotto, a preparare l’assemblea del 13 marzo. Mettendo da parte, almeno per ora, ì conti della serva.

    Chi paga le multe alle auto blu? Lite nel Pd, ìl conto e di 7000 euro




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