“Chi non si pente resta ‘uomo d’onore’ fino alla morte”


Dal vocabolario della lingua italiana apprendiamo che il pentimento è il sentimento di dolore o rimorso per avere o non avere fatto qualcosa; implica un rammarico ed insieme un cambio d’opinione, una correzione. Eredità latina, come quasi tutte le espressioni nostre: deriva dal latino paenitère, “dispiacersi, essere scontento”. È una parola semplice: muove da un codice di condotta, un insieme di precetti morali o giuridici, e il pentimento è il dolore che zampilla dall’essersene discostati. Ma il sentimento che esprime è complesso, proiettandoci al contempo nel passato, nel presente e nel futuro: il desiderio impossibile di aver tenuto allora diverso comportamento, il riconoscimento dell’errore e il ravvedimento, il desiderio possibile di una riparazione.

Proprio per la sua intima ambiguità semantica, e per il riferimento ad una interiorità individuale inattingibile dall’esterno, il legislatore non ha …
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