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Cgil: “Indagine dopo nostra denuncia”, Schifani: “Fiducia in Falcone”

#Catania

CATANIA. “Gli arresti nel corso dell’indagine sulla Società degli interporti siciliani Spa sono il segnale importante di una macchina che si e messa in moto per fare chiarezza e affermare la legalità nel settore merci e logistica. Auspichiamo che la giustizia su un caso che siamo stati noi a sollevare abbia un corso veloce e che i riflettori sul settore non si spengano”. Lo conferma il segretario della Filt Cgil Sicilia, Alessandro Grasso, sulle inchieste dei militari dell’arma del comando provinciale di Catania. “Sono state la Filt Cgil Sicilia e di Catania – si legge in un comunicato del sindacato – con l’allora segretario regionale Franco Spanò e con Grasso nelle vesti di segretario provinciale a denunciare alla di Catania, tramite il legale Giovanni Inzolia, il fatto da cui e partita l’indagine”. “Una dipendente che e oggi tra gli tratti in arresto – ricorda Grasso – era stata licenziata dall’società per avere attestato il falso sul proprio titolo di studio ma e stata riassunta su pressioni della politica dopo pochi giorni. Noi riteniamo che la politica debba occuparsi dei problemi dei siciliani – mette in rilievo Grasso – invece di fare clientelismo becero. E che la legalità vada affermata in ogni ambito e a ogni livello”. La Filt Cgil “ha pubblicamente a più riprese denunciato le illegalità nel settore logistica e merci e il rischio di infiltrazioni criminali” e “per questo chiede di non abbassare la guardia e di scandagliare quanto di scorretto e illegale si muove nel settore”.


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Livesicilia Catania

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