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Catania, le intercettazioni dopo gli spari Sta succedendo la guerra

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#Catania

Le intercettazioni raccontano un aprile di fuoco. Ed e solo un caso che non ci siano stati altri scontri armati.

CATANIA – “Sono arrivato al Viale Africa… Prepara 2 giubbotti antiproiettili, quelli della sorveglianza… Quelli là nostri… Poi un M/12 con 3 caricatori e 2 pistole… Ciao!”. Sono passati pochi giorni dalla sparatoria all’Ecs Dogana scoppiata il 21 aprile 2022. A Catania c’e un clima di forte tensione. A pronunciare quelle parole e il minore che si è infortunato da una dei proiettili sparati in via Dusmet quella notte. Il giovanotto e componente del gruppo ‘vicino ai Mazzei’ che si e contrapposto a suon di pallottole ai carusi di Sebastiano Miano, detto Piripicchio, contiguo ai “Cappello di Catania”.

Le cimici della Squadra Mobile di Catania intercettano l’inquietante conversazione che dichiara un probabile nuovo ricorso alle armi. Il duello tra le 2 fazioni si e creato per una esibizione negata a Niko Pandetta nel concerto di metà aprile del trapper Tony Effe alla locale notturno del porto etneo. Il neomelodico, nipote del capo Turi Cappello, avrebbe ‘istigato’ Miano a “vendicare” il torto subito dal gruppo Intravaia della famiglia Mazzei, di cui fa parte l’indagato Gaetano Salici, messo agli arresti ieri, unitamente a 2 minori “per cui si procede separatamente”. Giuseppe Santo Patanè, Gabriele Gagliano, Salvatore…


PAGN2681 => 2022-08-10 05:25:00

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