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Caso Viviana Parisi, sempre più indizi confermano che Gioele era insieme alla madre: l’appello del padre e la sensitiva che influenza le indagini

Aggiornamenti sul caso legato alla morte di Viviana Parisi e alla scomparsa del figlio Gioele: una sensitiva influenza le indagini, ma il padre non si dà per vinto

Nuovi accertamenti sul corpo di Viviana Parisi, la donna trovata morta lo scorso 8 ottobre nei boschi di Caronia (Messina). La conferma arriva da ambienti giudiziari. Nei giorni scorsi è stata eseguita l’autopsia sul cadavere della donna da cui è emerso che non ha subito ferite di armi da taglio e ferite da arma da fuoco. “Ma servono altri esami – dice l’avvocato Pietro Venuti  dopo avere lasciato la Procura di Patti (Messina) per incontrare il procuratore Angelo Vittorio Cavalloecco perché la salma non può essere restituita ancora alla famiglia”.

Intanto proseguono le ricerche del piccolo Gioele, di cui non si hanno ancora avute notizie. Nella giornata di oggi, a supporto delle attività di indagine, coordinate dalla Procura della Repubblica di Patti, saranno potenziate le ricerche grazie all’impiego di ulteriori tre cani molecolari, di cui due provenienti dalla Squadra Cinofili della Polizia di Stato di Milano Malpensa. A dirigerli sul campo il responsabile della formazione dei conduttori e capofila del progetto che, già a partire dal 2012, ha portato alla creazione di questa specifica unità operante sul territorio nazionale.

Un ruolo fondamentale per capire cosa sia davvero successo in quegli attimi lo hanno i due turisti che il 3 agosto, intorno alle undici del mattino, si erano fermati in una piazzola di sosta vicino al luogo dell’incidente provocato da Viviana Parisi sotto la galleria dell’autostrada A20 Messina-Palermo, dalle parti di Caronia. Viviana aveva urtato un furgone con a bordo due operai della manutenzione, si era fermata poco più avanti, era scesa dall’auto e se n’era andata uscendo dalla galleria, mentre i due operai si era mossi in direzione opposta preoccupandosi di bloccare il traffico per evitare il coinvolgimento di altre automobili, come da protocollo. Loro ricordano solo una donna che si allontanava e non hanno memoria di un bambino a fianco. Ad aver visto Gioele invece sono loro, i turisti del Nord che si erano fermati a prestare soccorso.

Si tratterebbe quindi di un’ulteriore conferma della presenza del bambino insieme alla madre. “C’è stata una accelerazione delle indagini, è stato coperto quel buco di 20 minuti dall’uscita autostradale di Sant’Agata, quindi sono qui per rappresentare alcune riflessioni e alcuni dubbi al procuratore da parte dei familiari e chiedere a che punto sono le indagini alla luce del video e capire nei prossimi giorni come ci si indirizza ne

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