Caselli e quella collaborazione mancata con don Vito. «Ciancimo odiava Falcone, non faceva che insultarlo»

«Sono stato in magistratura per 50 anni, eppure gli interrogatori di Ciancimino si sono rivelati particolari, un tormentone». Dopo Luciano Violante anche Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di Palermo, torna a parlare davanti ai giudici. Sentito durante il primo grado del processo sulla trattativa Stato-mafia, viene riascoltato oggi in occasione dell’appello, ripercorrendo i momenti successivi all’arresto di Vito Ciancimino, gli interrogatori e le speranze dell’epoca perché collaborasse. «Lui era viscido, sfuggente, arrogante – dice oggi Caselli di don Vito -. Speravamo che collaborasse sugli appalti, da ex sindaco e assessore se avesse voluto ci sarebbe stato un oceano da percorrere con la nostra barchetta e guidati da lui. Un tema che non ha mai aperto. Di appalti non voleva …
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