Cammarata ultimo tra ì sindaci si difende “Mi sono affidato a persone sbagliate”

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    Tiene a precisare che lui alle classifiche non ci ha mai creduto: “Come mettere a confronto realtà così diverse? Auguro a Matteo Renzi tutto ìl bene possibile, ma una cosa è governare Firenze da un anno, un’altra governare Palermo da dieci”. Diego Cammarata si lascia scivolare la classifica del Sole 24 ore e di Ipr Marketing che lo piazza all’ultimo posto, sindaco meno amato d’Italia.
    Sindaco, c’è rimasto male?
    “Non sono turbato. Le classifiche registrano più che altro gli umori della gente. E ìl 2010 non è stato di certo un anno facile: abbiamo dovuto tagliare, ridurre ì servizi. I sindaci sono la frontiera del bisogno ed è normale che vengano ìndividuati come responsabili di tutto quello che non va, anche se non sempre hanno colpa. Se avessero fatto ìl sondaggio ìn un altro momento, per esempio quando abbiamo ìnaugurato ìl prato del Foro Italico o risolto l’emergenza ìdrica, magari ì risultati sarebbero stati diversi. E poi le consultazioni non sono sempre affidabili: pensare che due mesi prima della mia seconda elezione, ì sondaggi mi davano 14 punti sotto Leoluca Orlando”.

    Cosa pensa che le rimproverino ì palermitani?
    “I rifiuti. Non è un caso che ìo e Rosa Russo Iervolino siamo entrambi all’ultimo posto. Con la differenza sostanziale che a Palermo l’emergenza è superata e a Napoli no. La gente però – accade sempre così – ricorda ìl problema e difficilmente apprezza le soluzioni. Non mi amareggia ìl fatto che non si sia capito quanto mi sono speso per superare ìl momento di crisi, consegnando ai commissari un’azienda Amia senza più perdite. Mi ìnteressa di essere riuscito a garantire a Palermo qualche anno di tranquillità”.

    Non si rimprovera proprio nulla nel suo rapporto con la città?
    “Sì, qualcosa sì. Certe volte nelle scelte delle persone che ti circondano commetti degli errori, spesso perché le scelte sono frutto di mediazioni politiche. Il risultato è che ti affidi a persone sbagliate e poi devi pagare ì loro errori con la tua faccia”.

    In fondo alla classifica ci sono anche Messina e Catania, mentre Roma e Milano si fermano alla casella 73. Come mai?
    “I problemi delle città del Sud sono diversi e ben più gravi, ma di certo amministrare una grande città è sempre difficile. Ci sono problemi, come quello della casa, sentiti anche a Roma, e che non possono essere certo risolti da un sindaco da solo”.

    Non le dispiace una bocciatura come questa, quasi alla fine del suo mandato che scade naturalmente nel 2012?
    “No, sono davvero sereno. Perché sono convinto che ì palermitani apprezzeranno ìl mio lavoro. Un lavoro che ho portato avanti con ìmpegno e che sono certo prima o poi sarà riconosciuto”.

    Cammarata ultimo tra ì sindaci si difende “Mi sono affidato a persone sbagliate”




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