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Caltanissetta. Economia e Gioia – una sfida probabile? Sì. Gran successo per il convegno…

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«Siamo abituati a un’economia che ha la finalità di
raggiungere il profitto massimo» dice Fabio Ruvolo, presidente di Cooperativa
Sociale Etnos. «E per raggiungerlo si perdono di vista le relazioni umane, il
coinvolgimento, il senso di appartenenza.» Oggi, vi e il forte bisogno di
un’economia che può essere definita gentile, dove chi lavora bene e con
serenità vive meglio lo spazio che occupa e, di conseguenza, rende di più.

L’economia tradizionale deve lasciare il posto a un’economia
dove gli utili vengono investiti sulle capacità dell’individuo e sulle
opportunità di generare nuove imprese che, oltremodo, possano offrire
condizioni di valorizzazione e inclusione del territorio stesso. Differenti
concezioni vedono l’economia tradizionale legata al benessere mondiale, della
nazione, mentre l’economia promossa dal Convegno desidera il benessere del
singolo inteso come benessere di tutti. Questo perché l’economia nasce dalla
gioia, grandezza misurabile nella maniera dove viene intesa come concetto
morale a sé.

E se si uscisse dalla logica dei soldi per il denaro? Se si
potesse educare alla cultura del dare e non dell’avere? Queste alcune
considerazioni evidenziate dai promotori del Workshop, insieme ad alcuni
imprenditori e associazioni che si sono uniti perché rifiutano il sistema
economico odierno e desiderano focalizzare l’economia sulla persona, sulla
capacità di generare benessere e appagamento, fondamentali per rendere di più e
partorire nuove idee che possono contribuire a cambiare un mondo alla deriva ed
essere fonte di trasformazione e in modo che questo avvenga «c’e bisogno di una decisa
comunicazione che possa raccontare le idee migliori e portare le testimonianze,
frutto di scelte che possono veramente cambiare il mondo» come ha evidenziato
il Professore Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica nella
Facoltà di Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Bisogna investire gli utili per migliorare la persona e
formare alla cultura del dare perché l’economia reale e dove il profitto vero e
autentico e rappresentato dalla persona, e non quella che «esclude, depreda e
uccide» come ha sottolineato Giulia Gioeli, membra di EoF – Economy of
Francesco. Di alto livello i rappresentanti del congresso, tra i quali Livio
Bertola, presidente A.I.P.E.C. – Associazione Italiana per un’Economia di
Comunione secondo cui «e bene imparare a essere felici di fare qualche cosa per gli
altri e innescare la reciprocità», che mostrano quanto e come la
loro idea di economia civile abbia fatto tanto e generato profitto non solo
materiale ma anche morale.

La ricchezza materiale e importante, ma c’e da mettere sul
piatto della bilancia civico anche la ricchezza interiore, che ogni individuo e
disposto a dare. E se entrambe possono raggiungere lo stesso equilibrio si può
dire di aver creato una economia innovativa, equa e di comunione in modo che si
«possa costruire un futuro che rigeneri e dove l’economia e la gioia sono un
binomio probabile» come sottolineato dal professore Orazio Licciardello,
Ordinario di Psicologia Sociale dell’Università di Catania.

Conclude Fabio Ruvolo: <Che questo Convegno possa essere
l’inizio di un percorso che possa arrivare alla nascita di una scuola di
formazione su un’impresa civile e di comunione>.


PAGN2931 => 2022-12-06 22:09:00

Enna

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