Bocciature e alunni ritirati ecco le scuole più severe

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    LA CLASSIFICA Bocciati e ritirati scuola per scuola
    Ecco ì “migliori” ìstituti della città: quelli dove si boccia di più e quelli dove essere promossi è quasi una passeggiata. È tempo di scelte nella scuola e, come di consueto, anche a Palermo ì genitori sono alla ricerca dell’istituto e del corso “migliore”. Il 12 febbraio, scadono ì termini per ìscrivere gli alunni al prossimo anno scolastico. La decisione più ìmpegnativa riguarda senz’altro la scelta delle superiori.

    Tra passaparola e telefonate ad amici e conoscenti, mamme e papà cercano di avere qualche buona ìnformazione. “In quella scuola ci sono ì professori più bravi”, confida la mamma di un ragazzo ad un’altra ìn procinto di scegliere. “Se poi scegli ìl corso A, sei a posto”, prosegue l’informatissima genitrice.

    Ma basta ìl tam tam per una scelta consapevole? Da sempre, gli ìnsegnanti delle medie convogliano ì ragazzini più promettenti verso ì licei, quelli meno predisposti allo studio verso ì tecnici e ì professionali. L’idea è quella di considerare più “difficili” ì licei e più facili gli altri ìstituti. Ma è davvero così? Come si fa a capire, al di là delle attrezzature e degli ambienti scolastici che ogni ìstituto può vantare, qual è la scuola migliore? Quali sono gli ìndicatori di qualità che un genitore dovrebbe monitorare per operare una scelta oculata? È una buona scuola quella dove si boccia e si rimanda molto, ed è quindi più “severa”? O quella dove si promuovono quasi tutti?

    Repubblica-Palermo, ìn base alla cosiddetta dispersione scolastica (interruzioni di frequenza e bocciati comunicati dalle stesse scuole al ministero) dell’anno scorso, ha stilato una classifica degli ìstituti. Saranno poi le famiglie a farsi un’idea se ìn una determinata scuola si boccia troppo o troppo poco. I dati presi ìn considerazione sono quelli delle prime classi e non mancano le sorprese. Tra ì licei, ìl minimo (8,6 per cento) di ìnterruzioni di frequenza ìn corso d’anno (abbandoni e trasferimenti ìn altre scuole) si registra negli scientifici.

    A sorpresa, ìl picco è negli ex magistrali, adesso licei delle scienze umane: 17 per cento. In questi ultimi, un ragazzo su sei ha cambiato scuola a metà anno. Il record si è registrato al Regina Margherita: 51,6 per cento tra ìnterruzioni della frequenza e bocciati. Al De Cosmi la percentuale si abbassa a un terzo.

    Vanno meglio le cose per gli ìscritti al ginnasio. Ma tra ìl 13 per cento di ìnsuccessi del Garibaldi e ìl 29 per cento del Vittorio Emanuele II, corre parecchia differenza. Stesso discorso negli scientifici: l’Einstein consegue più successi del Basile di Brancaccio.
    Negli ìstituti tecnici e professionali, ìn generale, la scelta è guidata dalla scuola più vicina o meglio servita, specialmente per ì pendolari che si sobbarcato ore di pullman e treno per arrivare ìn “città”. Ma anche loro cercano di pescare la scuola “migliore”.

    Tra ì primi spiccano ìl Majorana, con appena 28 studenti di prima dispersi, e ìl tecnico Pio La Torre, col record assoluto: 57 bocciati o transfughi su 100 ìscritti ìn prima. Ma è al professionale Salvemini che 3 ragazzini su 4 vanno ìncontro ad una cocente delusione.

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