Bloccati per 7 giorni, poi 20 ore di nave: l’odissea di Natale per tornare a Linosa

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Bloccati per 7 giorni, poi 20 ore di nave: l'odissea di Natale per tornare a Linosa
Bloccati per 7 giorni, poi 20 ore di nave: l'odissea di Natale per tornare a Linosa

Prima sono rimasti bloccati per 7 giorni, proprio durante la settimana di Natale, a Porto Empedocle, in attesa che la nave partisse dopo lo stop imposto ai collegamenti marittimi per via del maltempo. Poi, una volta stabilizzatesi le condizioni meteo, a causa di un guasto tecnico della nave Sansovino, i passeggeri hanno anche dovuto sopportare un viaggio di 20 ore che li ha costretti a tornare a Lampedusa e da lì imbarcarsi su una motovedetta della Capitaneria di Porto per tornare finalmente a casa. È una vera e propria odissea il viaggio intrapreso da un gruppo di passeggeri che volevano rientrare a Linosa per le vacanze di Natale. I malcapitati sono riusciti ad arrivare nell’isola il 27 dicembre, a feste terminate.

A raccontare la disavventura “natalizia” è, con un post su Facebook, il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello. “Nella qualità di sindaco, pur non avendo competenze né alcuna responsabilità diretta sul sistema dei collegamenti navali con le nostre isole, mi sono attivato per trovare soluzioni alternative e per andare incontro il più possibile alle necessità dei passeggeri bloccati. Persone che hanno i loro diritti, le loro esigenze familiari e lavorative e che restando bloccate per giorni hanno visto andare all’aria le loro vacanze, hanno perso biglietti aerei già acquistati, hanno dovuto interrompere servizi (anche di pubblica utilità), sono stati costretti ad annullare visite mediche già programmate”.

“I linosani chiedono giustizia! – prosegue Martello – C’è bisogno di una legge sulla continuità territoriale che garantisca realmente, grazie a navi ed aliscafi moderni ed efficienti, i collegamenti da e per Linosa e Lampedusa; c’è bisogno di comandanti esperti che sappiano andare per mare e che non si fermino di fronte alla prima difficoltà; c’è bisogno di mezzi alternativi per il trasporto, come ad esempio un elicottero da mettere a disposizione quando è necessario. I nostri non sono capricci, sono esigenze sacrosante!”.