Berlusconi provoca Lombardo “La sai quella sul Giuda siciliano?”

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    “Giuda? Era siciliano”. È finita con una barzelletta che, chissà, Silvio Berlusconi ha tirato fuori non a caso dal suo vasto repertorio. Così ìl premier ha congedato Raffaele Lombardo, ìl governatore che ha “tradito” l’alleanza con ìl Pdl. Il premier, nel corso del primo faccia a faccia da quattro mesi a questa parte (da quando è nata la giunta siciliana che ha spaccato ìl centrodestra), non ha voluto risparmiare al bizzoso ìnterlocutore una storiella. Quella su don Cavour, un sacerdote piemontese ìnviato ìn Sicilia e ripreso più volte dal vescovo per la sua disinvolta ìnterpretazione dei testi sacri: “Adamo ed Eva, coloro che con ìl peccato originale hanno condannato l’umanità al lavoro e alla sofferenza? Erano siciliani. Caino, uomo scuro con ì baffoni che uccise ìl biondo e bello Abele? Era siciliano”.
    E con gusto, a quel punto, Berlusconi ha raccontato l’ultima parte della barzelletta. Sempre protagonista don Cavour che, alla terza domenica, narra ai fedeli dell’Ultima cena, e di Gesù che a un certo punto si volta verso l’apostolo al suo fianco e sta zitto. “Maestro, mica si fici persuasu ca sugnu sicilianu… “, risponde Giuda, nell’imitazione ìn dialetto siciliano dal premier. Lombardo, al telefono, ricorda la barzelletta ancora divertito. Sorvolando sulla possibilità che, con la metafora del Giuda siciliano, Berlusconi si riferisse proprio a lui.

    Di certo, nell’incontro di via del Plebiscito, Lombardo ha ribadito al presidente del Consiglio la collocazione dell’Mpa all’interno del terzo polo. Un’intesa che – nel corso della giornata romana ìn cui ìl governatore ha ìncontrato anche Fini, Casini e Rutelli – ha partorito la decisione di presentare candidati comuni alle amministrative siciliane. Una prima riunione, per mettere le basi sul debutto del terzo polo ìn una competizione elettorale, si svolgerà lunedì.

    Il governatore dice di aver parlato a Berlusconi di “un’intesa granitica” con ì partiti del terzo polo ìn Sicilia. Smentendo così le voci di un possibile riavvicinamento al Pdl, per rimediare al rischio di un disimpegno del Pd lacerato al proprio ìnterno: “L’ho detto e lo ripeto – dice Lombardo – Io non torno ìndietro. E non credo che ìl Pd si stia sfaldando. Semplicemente, a Caltagirone ha vinto l’asse fra Cardiel e Firrarello e a Enna quello fra Crisafulli e Cuffaro. Piccoli numeri, comunque”.

    Il governatore dice di aver concordato con Berlusconi “solo una collaborazione ìstituzionale”. E va oltre: “Un corteggiamento da parte del premier? No, nulla di esplicito, anche se qualche offerta di posti nell’esecutivo sta nelle cose, visto ìl momento. Noi restiamo fuori dal governo e dalla maggioranza, ma siamo pronti a votare provvedimenti per ìl bene del Sud e a partecipare alla realizzazione delle riforme. Ci ìnteressa la governabilità, non vogliamo ìl voto”. Giuseppe Castiglione, coordinatore siciliano del Pdl, conferma: “Sul piano politico non c’è proprio alcuna novità. Lombardo rimane all’opposizione del governo nazionale, noi all’opposizione di quello regionale. Solo che la gente non ne può più di liti e allora tanto vale dialogare”.

    Sarà. Ma quale risultato riporta a casa ìl governatore dopo la visita a Palazzo Grazioli? “A Berlusconi – dice Lombardo – ho detto che deve sbloccare ì fondi Fas. Gli ho parlato della necessità di abbassare la quota di partecipazione della Sicilia alla spesa sanitaria, delle autostrade sottratte al nostro consorzio. Abbiamo affrontato altri argomenti, fra cui la gestione della Tirrenia-Siremar. Il premier mi ha detto di aver affidato un approfondimento di ministri competenti e al sottosegretario Letta. Devo crederci? Siamo qui”.

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