Ammoniaca nell’acqua ragazza ìn ospedale

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    È arrivata ìn ospedale con dolori che non le davano tregua. I crampi allo stomaco e ìl bruciore alla gola erano fortissimi. Martina Niro, 19 anni, è l’ennesima vittima di “acquabomber”. Pochi minuti prima, a casa, aveva bevuto alcuni sorsi da una bottiglia di acqua minerale acquistata ìn un hard discount di via Spagna. E sulla bottiglia ì carabinieri hanno trovato un foro praticato con molta probabilità utilizzando una siringa. Da una prima analisi del contenuto, l’acqua sarebbe stata contaminata con varechina o ammoniaca. Che ha causato alla ragazza alcune lievi lesioni allo stomaco e all’esofago.
    Ieri ì militari del Nas hanno sequestrato una decina di bottiglie da un litro e mezzo nella villa di Mondello dove abita la giovane. Le confezioni saranno analizzate dalla Scientifica, e ì risultati degli esami saranno pronti tra qualche giorno. La Procura ha aperto un’indagine contro ìgnoti. Il magistrato di turno, Ennio Petrigni, ha ìntimato al titolare del supermercato di controllare ogni bottiglia d’acqua messa ìn vendita.

    Un mese fa, ad Agrigento, si era verificato un caso simile. Una donna di 35 anni era rimasta lievemente ìntossicata dopo avere bevuto acqua contaminata da candeggina. La bottiglia era stata acquistata poco prima ìn un supermercato di Porto Empedocle. Nel febbraio di un anno fa, ìnvece, era stata una diciassettenne a bere una bibita alla varechina acquistata ìn un panificio.

    Martina Niro è stata sottoposta a una lavanda gastrica e a una gastroscopia. La ragazza, ìscritta alla facoltà di Psicologia, si trovava da sola ìn casa. “Mi stavo preparando per andare a prendere mia sorella a scuola – racconta Martina, ricoverata a Villa Sofia – Ho preso una bottiglia ancora sigillata dalla dispensa. L’ho aperta, ma non ho avvertito alcun odore particolare”.

    Dopo due sorsi, però, la studentessa ha sentito un forte bruciore. “Mi sentivo soffocare e ho afferrato la gola con le mani – ricorda – Qualche secondo dopo ho avvertito bruciori allo stomaco. Sono caduta a terra, ma sono riuscita a chiamare al citofono mia nonna che abita al piano di sotto”. La donna, con l’aiuto di un vicino, ha raccolto dal pavimento la ragazza. In ospedale Martina Niro è arrivata con la bava alla bocca. “Avevo dolori atroci – racconta la studentessa – ero molto spaventata”.

    È stato ìl vicino di casa a scoprire che la bottiglia era stata sabotata. Ricorda Martina: “Davanti ai medici ha chiuso ìl tappo e poi ha capovolto la bottiglia. Da un piccolissimo foro vicino al tappo abbiamo visto uscire uno zampillo d’acqua che è finito sulla sua camicia e l’ha bucata. A quel punto ho capito di avere rischiato grosso”.

    Ammoniaca nell’acqua ragazza ìn ospedale




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