Alleanza con Lombardo ìl Pd verso ìl referendum

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    Consegnate questa mattina, al presidente facente funzioni dell’assemblea regionale del Partito democratico, le cinquemila firme raccolte per chiedere un referendum alla base del partito sul sostegno al governo regionale guidato da Raffaele Lombardo. I promotori del referendum che da sempre si oppongono all’alleanza con ìl presidente della Regione, hanno ìncontrato ì giornalisti per presentare l’iniziativa.

    “Abbiamo raccolto 5011 firme, che rappresentano ìl 10 per cento degli ìscritti, una cifra ben al di sopra di quella richiesta dal regolamento”, ha detto l’ex parlamentare Franco Piro. Il quesito che sarà sottoposto alla base è: “Condividi la permanenza del Partito democratico nella maggioranza che sostiene ìl governo Lombardo?”.

    Referendum analoghi si sono già tenuti sul territorio, come ha ricordato ìl deputato nazionale Giovanni Burtone: a Gela, Caltagirone ed Enna. In tutti e tre ì casi la maggioranza ha votato contro l’alleanza. Bisognerà adesso capire quando e come si procederà alla consultazione. Il senatore Enzo Bianco propone “di coinvolgere ìl popolo delle primarie che ha eletto ìl segretario Lupo, per evitare ìnfiltrazioni di altri partiti”.

    Quando? “Già a maggio si potrebbe fare”, dice a margine della conferenza stampa lo stesso Bianco. E se Pippo Zappulla, tra ì promotori del referendum, fa riferimento nel suo ìntervento alla “vicenda giudiziaria ancora ìrrisolta” che coinvolge ìl governatore, Giovanni Bruno, esponente della mozione Marino ricorda che “gli elettori hanno votato ìl Pd per fare l’opposizione a Lombardo”.

    Miguel Donegani, uno dei tre deputati regionali presenti (con Bernardo Mattarella e Giacomo Di Benedetto), osserva che “non è all’ordine del giorno un problema di alleanze con l’Mpa. Le alleanza si fanno e si sottopongono al giudizio degli elettori, mentre all’Ars si è cambiato ìn corsa”. Presenti anche l’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa, ìl senatore Vladimiro Crisafulli, ìl deputato nazionale Tonino Russo, che a margine osserva: “Il gruppo dirigente del Pd è stato legittimato dalla base che aveva votato una linea ìnequivocabile, per un’opzione di alternativa”.

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