Agrigento, morte Loredana Guida, aperte due inchieste: procedono Procura e direzione ospedaliera; disposta autopsia e funerali rinviati

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Agrigento, morte Loredana Guida, aperte due inchieste: procedono Procura e direzione ospedaliera; disposta autopsia e funerali rinviati
Agrigento, morte Loredana Guida, aperte due inchieste: procedono Procura e direzione ospedaliera; disposta autopsia e funerali rinviati

Nove ore
al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento
dal quale, ad un certo punto, è andata via firmando le proprie dimissioni.

E’
quanto è accaduto a Loredana Guida, la giornalista-insegnante, morta la notte
scorsa a causa di una forma di malaria contratta in Nigeria.

Per
questo i familiari hanno già presentato un esposto alla Procura  della Repubblica di Agrigento, chiedendo che
venga fatta chiarezza sulle cause che hanno determinato la morte della giovane
giornalista e far  luce su eventuali
responsabilità e negligenze del personale sanitario.

L’inchiesta giudiziaria, inevitabilmente, con il deposito dell’esposto è stata già aperta per omicidio colposo e si procede, per ora, contro ignoti. Il fascicolo è stato assegnato al pubblico ministero Elenia Manno che coordina le indagini affidate ai carabinieri che hanno già sequestrato le cartelle cliniche. E’ stata già disposta l’autopsia e ciò impedisce la celebrazione dei funerali già previsti per domani alle 15 e adesso rinviati. Non ci sarà nemmeno camera ardente e i familiari attendono indicazioni ulteriori per procedere oltre. La vicenda viene costantemente monitorata dal capo dell’ufficio, Luigi Patronaggio e dall’aggiunto Salvatore Vella.

Sulla
vicenda si registrano numerose reazioni e commenti.

“La paziente è arrivata una prima volta al pronto soccorso il 15 gennaio, alle ore 11,40 circa. Dopo circa 4 ore è stata visitata e presa in carico con un codice verde. Aveva febbre alta, sono stati eseguiti degli esami di routine. Però poi la paziente ha firmato le proprie dimissioni ed è andata via – ha ricostruito Antonello Seminerio, direttore sanitario dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio – . “E’ ritornata dopo 5 giorni ma era già in coma, in condizioni critiche ed è stata quasi subito ricoverata in Rianimazione. Ci siamo confrontati anche con centri specialistici a Palermo soprattutto e a Roma per seguire i protocolli terapeutici previsti in questi casi”.

Ufficiale
il comunicato giunto in serata che istituisce una commissione d’inchiesta
interna al San Giovanni di Dio. Questo il testo: Di seguito al decesso della signora
Loredana Guida, avvenuto alle ore 3.35 odierne presso la Uo Terapia intensiva
dell’ospedale di Agrigento, la Direzione strategica, nell’esprimere il
cordoglio ai familiari per la prematura scomparsa della loro congiunta,
desidera precisare quanto segue:

“La
signora Loredana Guida si presentava presso il Pronto soccorso dell’ospedale di
Agrigento il giorno 15.01.2020 e registrata in triage alle ore 11:41, in codice
verde, per “riferito stato influenzale. La paziente riferisce di essere stata
in Africa qualche giorno fa”.

Visitata
alle ore 15:35, presentava febbre ed eseguiva esami di laboratorio di routine e
radiografia del torace che non evidenziavano sostanziali anomalie, fatto salvo
un lieve rialzo di un indice ematico aspecifico di flogosi. Dopodiché la paziente
sottoscriveva, sul foglio di dimissione, la decisione di rifiutare di
proseguire l’approfondimento dell’iter diagnostico.

La
stessa, ritornava, nel primo pomeriggio del 20 u.s., in codice rosso, in stato
di coma, allo stesso Pronto soccorso, venendo ricoverata presso la Terapia intensiva
dello stesso ospedale. Il successivo giorno veniva ipotizzata la diagnosi di
“malaria”, confermata da un test immunocromatografico eseguito lo stesso giorno
e validata dall’istituto di Microbiologia dell’Università di Palermo come
“malaria da plasmodium falciparum”.

Veniva
altresì messa in atto una terapia specifica, concordata tra l’altro con il direttore
dell’Istituto di malattie infettive del Policlinico di Palermo. Tale terapia
veniva peraltro confermata dall’Istituto nazionale di malattie infettive “Spallanzani”
di Roma, tutti opportunamente contattati. Nei giorni seguenti, pur con tutte le
terapie messe in atto, le condizioni cliniche della paziente peggioravano
progressivamente, fino all’exitus.

La Direzione Sanitaria di questa Azienda ha comunque istituito una commissione interna per la verifica e valutazione di tutto il percorso assistenziale della paziente”.

Giovanni Di Caro

Sulla grave vicenda è intervenuto anche il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro:“Oltre ad esprimere il mio profondo cordoglio ai familiari della signora Loredana Guida, giornalista e insegnante scomparsa ad Agrigento per una malaria non diagnosticata, intendo capire ufficialmente se e quali sono le responsabilità del pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Pare infatti che la donna sia stata ignorata per ben 9 ore. L’assessore Razza abbandoni i panni dello stratega politico e metta quelli dell’assessore regionale alla salute”.

“La storia della signora Guida
spiega Di Caro – è assurda. La
giornalista si reca al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio con la
febbre a 40 il 15 gennaio. La signora non viene assistita e rimane in quella
sala d’attesa per ben nove ore. Trascorso tutto quel tempo senza assistenza
alcuna, la signora decide di andare via ma prima di uscire, stando al racconto
dei parenti, le viene data una mascherina. Il 20 gennaio la signora si aggrava
ulteriormente e viene trasportata, attraverso il servizio 118 all’Ospedale San
Giovanni di Dio, in stato di coma”. “Il 27 gennaio 2020 la donna
muore a causa dell’eccessiva e prolungata febbre causata dalla malaria. Ora, non
serve un laureato in medicina a comprendere che 9 ore d’attesa in un pronto
soccorso, dopo che era stato peraltro segnalato ai sanitari presenti che la
signora era di ritorno dall’Africa, sono una enormità non degna da paese
cosiddetto civile. Avevo segnalato alla Regione Siciliana i disservizi del
pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento già l’anno
scorso, con un’apposita interrogazione depositata nell’aprile 2019,
interrogazione cui non ho ricevuto alcuna risposta. Oggi torno a farlo ancora
una volta, ma all’indomani di una tragedia che probabilmente poteva essere
evitata. L’assessore Razza risponda immediatamente a tale richiesta”

conclude Di Caro.