Affiliati nelle docce del carcere L’ascesa criminale dei nuovi boss


PALERMO – Quando nel 2008 i poliziotti fecero irruzione nella villa sul mare di Altavilla Milicia, Stefano Marino non oppose resistenza. Aveva capito di non avere via di scampo. Chiese solo di non spaventare i suoi familiari che dormivano. Venti uomini della Squadra mobile avevano accerchiato l’abitazione. La sua latitanza era durata sei mesi. Centottanta giorni durante i quali Stefano Marino aveva dimostrato di meritare i gradi di capomafia.

Era sfuggito all’arresto nell’operazione “Old Bridge” che fece saltare il “vecchio ponte” fra i boss palermitani e quelli americani. A portare gli inquirenti fino al latitante era stato il fratello Antonino. I poliziotti della sezione …
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