Addio a Francesco Claudio Averna, il suo amaro era bevuto in tutto il mondo

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Addio a Francesco Claudio Averna, il suo amaro era bevuto in tutto il mondo
Addio a Francesco Claudio Averna, il suo amaro era bevuto in tutto il mondo

CALTANISSETTA – E’ morto oggi a Milano Francesco Claudio Averna, ex presidente dell’omonima società produttrice del noto amaro. L’imprenditore, 66 anni, era ricoverato all’Istituto Tumori per una malattia che non gli ha dato scampo. Insignito nel 2012 dal Quirinale dell’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana, aveva gestito la società assieme al cugino Francesco Rosario fino al 2014. Lascia la moglie Francesca e la figlia Alessandra. I funerali verranno celebrati lunedì a Caltanissetta.

L’azienda Averna, prima di essere venduta al Gruppo Campari nel 2014, era un’azienda a conduzione familiare con base in Sicilia, nel Nisseno, ed era riuscita a diventare leader nel mercato “spirit” in Italia, cresciuta sempre più a seguito della produzione del suo amaro che è ancora oggi il più venduto in Italia e uno dei liquori italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo. 

La storia della famiglia Averna e del suo famoso amaro nasce con la donazione al capostipite Salvatore Averna nel 1859 da parte di un frate cappuccino in punto di morte, fra Girolamo, in segno di riconoscenza per le sue opere di benefattore, di una antica pergamena sulla quale era scritta la ricetta segreta di un elisir di decine di erbe, radici e agrumi provenienti da tutto il mondo che, pur essendo definito “amaro”, è buono e possiede doti toniche e terapeutiche che i cappuccini del convento nisseno erano soliti preparare da tempo immemorabile come miracoloso rimedio per le febbri malariche, il catarro intestinale e i disturbi della digestione.

Don Salvatore Averna infatti, che aveva più volte gustato e apprezzato il liquore, ebbe l’idea di produrlo per sé e per la sua famiglia come suo hobby speciale, quasi come un passatempo al suo lavoro di commerciante di tessuti. Da allora la tradizione dell’amaro regalato a Natale si diffuse in Sicilia e nel continente. Negli anni successivi l’amaro ottenne pure importanti riconoscimenti da Re Umberto I che nominò Francesco Averna fornitore della Real Casa. Così nel 1968 don Salvatore insieme con i figli Emilio, Michele e Francesco, prese la decisione di trasformare la tenuta di Xiboli in un opificio artigianale.

Dopo la morte di don Salvatore e dei suoi fratelli, Francesco Averna rimase il solo erede dell’azienda fino al 1923. Fu la moglie Anna Maria, primo esempio di donna imprenditrice siciliana, a sostituirlo alla guida dell’azienda assieme ai figli Salvatore, Paolo, Emilio e Michele.

Il salto nazionale avvenne con la pubblicità: il primo spot sull’amaro fu trasmesso nel 1968 durante “Carosello”. In poco meno di un decennio l’amaro Averna raggiunse la leadership del mercato degli amari in Italia conquistandone il 17% e cominciò la sua distribuzione all’estero. Nel 1989 il gruppo acquisì Villa Frattina, azienda friulana che produce grappe, vini e spumanti, mentre nel 1995 l’azienda dolciaria piemontese Pernigotti (venduta poi al gruppo turco Toksoz).

Famiglia divisa

La gestione dell’azienda Averna dalla fine degli anni Settanta è passata in mano alla quarta generazione, composta da quattro cugini, ognuno con il 25%: da un lato Francesco Rosario assieme alla moglie Luisa Polizzi (che ha promosso lo slogan “Amaro Averna, il gusto pieno della vita”) e la sorella Maria Luisa (amministratore delegato), entrambi figli di Emilio Averna, regista dell’espansione industriale del gruppo, e dall’altro Anna Maria (consigliere) e Francesco Claudio (vicepresidente), figli di Michele Averna. Il marito di Anna Maria, Giovanni Pagliarello, è stato il secondo amministratore delegato. Anche la quinta generazione era entrata  nel capitale della società modificandolo, con sette cugini, sei dei quali con il 2,5% ciascuno, e cioè Maria Luisa e Paolo Pagliarello, figli di Anna Maria; Emilio e Alessandro figli di Francesco Rosario; Anna Maria e Stefania Giannone, figlie di Maria Luisa; infine Alessandra Luisa, figlia di Francesco Claudio con il 2%, cui si aggiunge il 3% della madre Francesca Rizza.

Nel giugno del 2014 l’intero gruppo Averna fu venduto dalla famiglia, giunta come detto alla quinta generazione, al gruppo concorrente Campari per la cifra di 103,75 milioni di euro.

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